Dopo più di 30 anni di attività professionale come Agronomo, ho deciso di chiudere lo Studio, recentemente trasferito a Portogruaro e di iniziare una nuova realtà. Penso ad una specie di fondazione o ad un altro ente di carattere privato, che persegua finalità solidaristiche e di utilità sociale, operando quindi non per scopo di lucro ma piuttosto con finalità civiche e legate alla diffusione della conoscenza.
Intendo operare, come si dice, no profit e quindi anziché ricercare un utile personale, magari distribuendo dividendi tra collaboratori e soci, utilizzare le mie conoscenze per promuovere attività, progetti e servizi di utilità più generale e sociale. Semplicemente il primo obiettivo di questa nuova attività non sarebbe il profitto fine a se stesso ma un’utilità più estesa che tocchi l’intera comunità attraverso il prendere parte a progetti sostenibili come il miglioramento e il recupero delle aree agricole marginali, ideando, sviluppando, coordinando le necessarie attività inerenti.
Infatti come sustainability manager mi adopero per integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle strategie e nelle operazioni quotidiane dell’azienda in esame. A partire da ciò che l’impresa già fa, posso valutare l’uso delle risorse identificando le aree di miglioramento sia dal punto di vista ambientale che rispetto a dipendenti, clienti e fornitori.
Il fine è promuovere la Cultura aziendale comunicando i risultati ottenuti e gli obiettivi futuri alle parti interessate (stakeholder) e garantire la trasparenza e l’accuratezza delle informazioni fornite senza stravolgere l’esperienza aziendale ma sensibilizzando gli stakeholder riguardo le pratiche sostenibili già adottate dall’azienda e in divenire.